minestra spaziale con spruzzatina di polvere di stelle…

1 04 2010

…ovvero come cucina mia madre i sciurilli – fiori di zucca – o i tallucci – fiori di zucca non ancora sbocciati, più piccoli e verdi di questi nella foto. Allo stesso modo si possono cucinare la bieta e la cicoria selvatica. A quest’ultima si possono unire delle deliziose lunette -> polpettine di carne, in aggiunta giusto se le prepara la mamma 😉

eccola!

La preferisco più asciutta, questo è un avanzo di ieri e mi è scappata un po’ troppa acqua per scaldarlo 🙂

Buona lo stesso, ho aggiunto un altro cucchiaino di sale e li ho mangiati accompagnati col pane tostato.

Preparazione: prendete dal congelatore i fiori di zucca già puliti e bolliti che vi siete portati l’ultima volta da casa di mamma. Ricordatevi di farlo qualche ora prima, vanno bene anche semiscongelati. Più o meno quindici minuti prima che volete gustare la vostra fantastica minestra, fate un soffritto con olio extravergine d’oliva, uno spicchietto d’aglio, peperoncino fresco sott’olio, a piacere e già tagliato a pezzetti, e pomodori pelati.

Quando l’aglio sarà appena dorato, mettete dentro il soffritto i pomodori pelati, fate soffriggere cinque minuti anche loro e poi aggiungete i fuori di zucca, un bicchiere d’acqua e meno di un quarto di dado vegetale – possibilmente senza glutammato di sodio – infine, il sale. Coprite con un coperchio, affacciatevi ogni tanto per girarli, fate asciugare l’acqua senza togliere il coperchio e decidete quando saranno abbastanza pronti per il vostro palato. Ah, non dimenticate la polvere di stelle e il vino, mi raccomando! 😉

Buonissimi anche in pastella fritti, con un aggiughina dentro e un po’ di mozzarella. Certo occorre più tempo, quelli della mamma congelati non vanno bene, bisogna comprarli, pulirli, fare la pastella e friggerli con il conseguente puzzo di fritto, ma ne vale la pena e quelli di stagione fioriscono col caldo e potete spalancare le finestre.

Con le porzioni regolatevi voi.

A Roma ho imparato che “minestra” è quella che noi campani chiamiamo “pastina in brodo”, di pollo ruspante naturalmente 😉

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2 responses

8 04 2010
Jab

Ottima ricetta… fa molto vita da single fuorisede… come ti capisco :-p

8 04 2010
marialonga

Dici? Secondo me fa più casa di mamma…mai comprati sciurilli a roma anche perché quelli che mi porto da giù sono dell’orto di zia 😉

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