Nel peggiore dei casi…

4 02 2010

Bob Dylan

mi avvicino alla macchina da scrivere pieno di fastidio,
con una sensazione di disabitudine che sfiora il disgusto.
mi avvicino tenendomi in equilibrio per non rovesciare
dalla mia testa questa tinozza d’acqua nera. di palude.
quest’acquitrino d’idee guaste, gonfie di miseria umana e codardia.
in balia delle correnti e delle opinioni altrui,
mi aggrappo ad ogni dannata sillaba
per non annegare. “tutto quello che posso fare è essere me stesso,
chiunque io sia”
visionario dalla testa ai piedi
e continuare… a tossire, ad abbaiare, a farneticare.
nel peggiore dei casi, posso soltanto deludere.

di Salvatore Arato

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